LE MERAVIGLIE DI 4DGEA

Infiniti posti potranno essere visitati, oggi chiusi o pericolosi o non più disponibili.


Potremo partecipare alle feste sacre che si tenevano ogni quattro anni a Delfi, al tempio di Apollo alle pendici del monte Parnaso, mescolandoci tra la folla sotto il sole.

Potremo passeggiare nei giardini del tempio di Deir el-Bahari, nella valle dei re, dedicato alla regina Hatshepsut e famoso per le sue piante odorose irrigate dal Nilo.

Potremo assistere ai sacrifici a Quetzalcoatl che si tenevano sulla piramide a terrazze di Chichén Itzà e camminare nei venti chilometri quadrati di costruzioni dell’ultima capitale dei Maya.

Potremo ammirare, intatti, i trenta monumenti dell’incredibile colonia di Leptis Magna, in Libia, edificata da Settimo Severo nel primo secolo dopo Cristo.

Potremo respirare l’aria frizzante di montagna nelle vie della nascosta Machu Picchu, costruita a oltre duemila metri di quota sulle Ande e poi misteriosamente abbandonata.

Potremo visitare Angkor Vat in Cambogia, un gigantesco complesso con settantadue edifici religiosi in cui l’induismo delle origini si mescolava al buddismo in uno stupefacente sincretismo e di cui oggi non si possono neppure vedere le rovine per non rovinarle ed esporsi a gravi rischi.

E poi fluttuare nell’oceano primordiale, camminare sull’antico supercontinente, Pangea, prima che si spezzasse dando origine alle terre che conosciamo, assistere alla vendita di Manhattan da parte degli indiani in cambio di una miseria.

L’elenco delle possibilità è infinito ed irresistibilmente affascinante, come tutta la storia della Terra.